Occhio di pavone: conoscerlo per difendersi correttamente

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Daniela Corradi | Area tecnica filiera olivo Hort@

L’occhio di Pavone, o cicloconio, è la più importante e diffusa malattia fungina dell’olivo nei paesi del bacino del Mediterraneo. È causata dal fungo fitopatogeno Spilocaea oleaginea, in grado di infettare principalmente le foglie e, più raramente, le drupe e gli organi verdi. Sulle foglie si manifesta sulla pagina superiore con caratteristiche macchie tondeggianti bruno-grigiastre di dimensioni che possono raggiungere i 10-12mm di diametro. Queste macchie si circondano di un alone giallo nei mesi più caldi, ricordando gli “occhi” presenti sulla penna di pavone, da cui deriva il nome della malattia.

La trasmissione della malattia è dovuta alla dispersione dei conidi che si sono sviluppati sugli organi infettati in precedenza. I conidi vengono trasportati principalmente dal vento e dalla pioggia sugli organi sani della pianta. Qui, se le condizioni ambientali sono favorevoli, germinano e il fungo sviluppa il suo micelio all’interno della foglia. Dopo un periodo di latenza variabile in ragione alle diverse condizioni ambientali, sulla pagina superiore delle foglie compariranno le caratteristiche macchie, in corrispondenza delle quali, con condizioni favorevoli di umidità e temperatura, si svilupperanno i conidi che assicurano la propagazione della malattia. Questo comportamento permette al fungo di rimanere latente all’interno della foglia nel periodo estivo e quando le condizioni sono più avverse, per manifestarsi principalmente in primavera e in autunno, quando le condizioni sono più favorevoli. Temperature superiori a 25°C o inferiori a 5-10°C rappresentano un limite per l’avvio delle infezioni, mentre l’elevata umidità e le piogge favoriscono l’attività del patogeno.

Sintomi su foglia

Alla comparsa dei sintomi segue una caduta prematura delle foglie infette che può compromettere non solo la produzione dell’anno con squilibri ormonali e nutrizionali, accentuando l’alternanza di produzione ma in casi gravi anche la vita della pianta stessa.

L’infezione delle drupe causa un ritardo nella maturazione, una riduzione della resa e della qualità dell’olio e rende non commercializzabili le olive da tavola.

Lo sviluppo della malattia è strettamente legato all’andamento meteorologico e all’efficacia della strategia di difesa adottata. I periodi di incubazione e latenza della malattia, infatti, risultano altamente variabili in funzione delle diverse situazioni ambientali. Diventa pertanto determinante l’epoca di intervento in relazione al momento dell’infezione. Anche il sistema di allevamento, i sesti d’impianto, la natura del terreno, la giacitura e la suscettibilità varietale possono favorire o meno lo sviluppo della malattia. Sono da prediligere, pertanto, potature e concimazioni razionali per evitare la formazione di chiome dense, con possibili ristagni di umidità, evitando l’irrigazione per aspersione soprachioma.

Per il contenimento dell’infezione è possibile intervenire con trattamenti preventivi rameici o con bioformulati a base di Bacillus amyloliquefaciens, oppure con prodotti curativi a base di dodina o altro principio attivo registrato per contrastare la malattia.

Per verificare la presenza della malattia nell’oliveto, è possibile valutarne l’incidenza e la severità su un campione di foglie mediante monitoraggio visivo dei sintomi e mediante la tecnica della diagnosi precoce. Un campionamento prima della ripresa vegetativa, in primavera, permette di verificare, tramite un’analisi visiva, la percentuale di foglie che presentano sintomi evidenti sulla pagina superiore della foglia. Diversamente, nei mesi estivi, tramite la tecnica della diagnosi precoce, è possibile verificare la presenza delle infezioni che si manifesteranno tra il termine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

Il metodo della “diagnosi precoce” consiste nell’immergere le foglie prelevate in una soluzione di idrossido di potassio (KOH) o di idrossido di sodio (NaOH) al 5% per 2-3 minuti, a temperatura ambiente se le foglie sono giovani, a 55-60° C se le foglie sono vecchie. Se la foglia sarà infetta, compariranno sulla pagina superiore delle foglie delle macchie circolari scure che, esaminate in controluce, risulteranno opache, mentre quelle di altra natura saranno traslucide.

Le soglie di intervento risultano molto variabili, in relazione alla zona, alla varietà e alle condizioni ambientali, tuttavia risulta importante il mantenimento di una bassa percentuale di foglie infette per evitare una rapida diffusione dell’infezione.

Poiché per il contenimento della malattia è determinate intervenire a ridosso dell’infezione e la manifestazione dei sintomi è posticipata anche di diversi mesi rispetto al momento dell’infezione, la determinazione del momento più opportuno in cui effettuare un trattamento per contrastare la malattia è un obiettivo fondamentale per l’olivicoltore.

Rischio di infezione - cruscotto

In olivo.net, il modello previsionale epidemiologico meccanicistico sviluppato da Horta, fornisce scenari ed allerte di rischio di insorgenza delle infezioni da cicloconio, elaborando le principali variabili meteorologiche e relazionandole con la dinamica di sviluppo del fungo.

In funzione della temperatura, dalla bagnatura e della pioggia, il modello fornisce indicazioni in relazione alla disponibilità di inoculo, alla presenza giornaliera di eventi infettivi e sulla pressione della malattia nei due principali periodi di interesse per l’occhio di pavone, ovvero il periodo primaverile e quello autunnale.

grafico di dettaglio
Rischio di infezione - grafici di dettaglio

Grazie al dato previsionale, presentato a destra della linea verticale nera rappresentate la data di consultazione, è possibile sapere in anticipo se nei giorni seguenti sono previste le condizioni predisponenti per un’infezione e quindi programmare un eventuale intervento preventivo. Viceversa, qualora il sistema evidenzi la presenza di condizioni predisponenti alle infezioni nei giorni precedenti, è possibile valutare un intervento curativo per evitare la successiva defogliazione della pianta.

In questo modo il modello fornisce indicazioni per un tempestivo e preciso posizionamento dei trattamenti, fornendo supporto nella scelta dei prodotti da applicare in relazione al regime adottato, mettendo a disposizione un database sempre aggiornato dei prodotti registrati per l’occhio di pavone.

Inoltre, una volta determinata la necessità di un intervento, il sistema permette di verificare se nelle ore successive saranno presenti le condizioni che permettono di effettuare il trattamento.

Infine il sistema mette a disposizione allerte che possono essere ricevute tramite mail o sms per avvisare l’olivicoltore qualora esistesse un rischio infettivo elevato per la malattia. In questo modo olivo.net vuole essere a supporto degli olivicoltori per ottimizzare gli interventi e fornire scenari e allerte previsionali per supportare l’utente nella gestione dell’oliveto.